Archivio mensile:marzo 2014

Lo sport come strumento educativo per i giovani

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Scuola Calcio Oratorio Don Bosco, Carabuco (Bolivia), luglio 2010

Lo sport in generale, ed il calcio in particolare per me, sono uno dei mezzi educativi e formativi più efficaci con i giovani. Ho utilizzato il calcio per aggregare bambini e ragazzi in Bolivia, in Angola e in Guinea Bissau, come pure con i Salesiani a Bari dal 2004 al 2009 e nelle esperienze di oratorio a Foggia.

Lo sport è prevenzione sanitaria e sociale. Sanitaria perché se sta bene il corpo graviamo meno sulla sanità pubblica. Sociale perché i giovani avviati alla pratica sportiva statisticamente sono meno inclini a delinquere.

Dal primo gennaio scorso, la Regione Emilia Romagna ha deciso che il medico può prescrivere con la ricetta anche l’esercizio fisico, invece che un farmaco. Presto inizieranno le mie petizione on line, una delle quali è indirizzata al Ministro della Salute e al Governatore Vendola per chiedere che l’esperimento emiliano diventi la norma in Puglia e in tute le regioni, e che le famiglie che avviano i figli alla pratica sportiva abbiano dei benefit e degli incentivi.

Sento parlare di crisi, eppure….

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Ho passato quasi tutto il 2010 sull’altipiano boliviano e ho imparato che bisogna investire in qualità, rispettare i lavoratori, formarli e aiutarli a crescere come uomini e come donne.

La cooperativa Artesanos Don Bosco forma per cinque anni, a proprie spese, i ragazzi più poveri dell’altipiano e poi, al termine del ciclo di studi, li inserisce in cooperativa e, con la formula del micro credito, li aiuta a prendere una casetta e un piccolo orto.

In una delle aree più povere del mondo siamo riusciti a dare lavoro a 120 ragazzi, abbiamo arredato un hotel a 5 stelle a La Paz, abbiamo fatturato in 6 mesi circa 300mila dollari. Il tutto in un paese dove la paga di un insegnante statale è di circa 250 dollari. Il profitto della cooperativa viene investito in opere sociali a favore della popolazione boliviana.

Voglio un’impresa giovane, che rispetti la dignità dei lavoratori, che punti sulla qualità, che non abbia come unico fine quello di arricchirsi, che conceda loro il micro credito per realizzarsi e liberarli dalla schiavitù delle banche. Se si può fare in Bolivia, si può fare ovunque.

Un candidato si sceglie per la sua storia, non per le promesse di questi mesi

Ingresso del Pub Cyrano e Peter Pan con il motto del locale: "La bellezza e la poesia salveranno questo mondo".

Ingresso del Pub Cyrano e Peter Pan con il motto del locale: “La bellezza e la poesia salveranno questo mondo”.

Il 19 dicembre 2009, aprimmo il primo pub equo e solidale, il Cyrano e Peter Pan, insieme a Leo, Tato, Andrea e Claudio.

Il primo pub con prodotti del mercato equo-solidale, con prodotti a Km Zero, il primo pub con l’esperienza del Book-crossing, punto di incontro per tanti giovani che avevano voglia di stare insieme la sera in maniera intelligente, accolti dalla poesia Lentamente Muore, i cui versi erano riportati sulle pareti.

Una serie infinita di eventi legati alla ecologia, alle politiche giovanili, alla cultura, alle nuove fonti energetiche.

Volevamo ridare speranza al volontariato e alla cultura a Foggia: abbiamo inseguito quel sogno e l’abbiamo vissuto. Si può fare.

Questo è un fatto, un dato storico. Non una promessa elettorale. Si vota ciò che abbiamo fatto sinora, nel bene e nel male, non le promesse. Al cimitero dei delusi dalle promesse elettorali non c’è più posto.

 

Sogna ragazzo

O VIVO PER LE MIE PAROLE O NON VIVO PIÙ.

E’ per via di queste parole che eleggo la canzone di Vecchioni “Sogna Ragazzo” ad INNO DELLA MIA CAMPAGNA ELETTORALE.

Vi prego di ascoltarla da soli, meglio se con le cuffie, leggendo bene il testo e lasciandovi emozionare ogni volta che vi solletica il ricordo di sogni persi, caduti, rubati o non inseguiti.

Vi do una buona notizia.

Conosco il covo della banda che vi ha rubato i sogni, ho la mappa per accedervi, ma prima, ciurma, c’è una prova di coraggio da affrontare: ammettere che questa canzone vi abbia fatto scoppiare un libeccio in petto, liberato le farfalle in volo nella pancia, chiudere gli occhi in un palmo di mano, sentire la carezza adultera del nodo in gola o temere che qualcuno scorgesse quella lacrima disobbediente…

Cari amici e amiche,

oggi inizia ufficialmente la mia campagna elettorale per le comunali 2014.

Mi pesa candidarmi perché dovrei dirmi migliore di qualcun altro per convincere gli elettori, ma io non sono migliore, sono solo il cammino che mi ha portato sin qui, luci ed ombre comprese.

Mi candido piuttosto perché voglio parlare di cose belle, mettere in circolazione sogni, idee folli, avventure e tanta, tanta poesia.

Voglio che i nostri figli sappiano che abbiamo fatto qualcosa per fare in modo di fargli trovare una città migliore in cui realizzarsi.

Chiederò il voto a chi non può votare: i bambini. Sì, voglio essere il candidato dei bambini, il loro rappresentante in consiglio comunale.

UNA CITTÀ A MISURA DI FANCIULLO È UNA CITTÀ PIÙ BELLA PER TUTTI.

E il 25 maggio, se avete un cugino, uno zio, o un amico di un amico che si è candidato, sappiate che nella cabina elettorale non vi vedrà nessuno e voi dovrete sentirvi liberi di votare col cuore, con la testa alta, verso l’orizzonte.

Facebook è solo un interfaccia freddo alla cui logica mi sono piegato, ahimè. Ma vi prego, datemi occasioni di conoscerci, di confrontarci. Un candidato va messo alla prova: sono qua.

Organizziamo pic-nic, giornate in ludoteca, passeggiate in bici o a piedi o in vespa. Parliamo e costruiamo.

PUNTIAMO IN ALTO. MIRIAMO ALLA LUNA, CHE SE ANCHE SBAGLIAMO MIRA, ACCHIAPPIAMO UNA STELLA.