Sangue e Pomodoro

dal BLOG “Il Cortile e il Pancotto”

Internazionale è un settimanale che ha come mission quella di raccogliere i migliori reportage in giro per il mondo. La Fondazione Bill & Melinda Gates è stata creata da Bill Gates e da sua moglie Melinda French per combattere le disuguaglianze sociali. Lo European Journalism Center è una fondazione internazionale, no-profit, indipendente, dedicata ai più elevati standard di giornalismo e con il suo programma mira a promuovere approcci creativi di reporting, consentendo così una migliore copertura dei temi dello sviluppo internazionale.

Le Monde Diplomatique è un giornale d’opinione francese, ma anche un giornale di documentazione ed inchiesta, con profonda attenzione alla qualità della redazione dei suoi articoli. Venerdì 26 settembre 2014 a Foggia c’è stato uno strano corteo. Cosa c’entrano tutte queste entità tra loro? In uno dei miei libri preferiti, il Minotauro di Benjamin Tammuz, vari interpreti apparentemente slegati tra loro nello spazio e nel tempo, all’epilogo si trovano ad avvitarsi attorno alla medesima vicenda umana.

Le Monde Diplomatique commissiona ai propri reporter Mathilde Auvillain e Stefano Liberti un’inchiesta sulla raccolta del pomodoro in Capitanata. L’inchiesta viene agganciata al programma dello European Journalism Center, che ne accredita l’alto spessore qualitativo. Il reportage viene finanziato dalla Fondazione Bill & Melinda Gates. Internazionale ne dedica la copertina e il servizio principale.

Il reportage racconta di una terra di Capitanata macchiata della piaga dello schiavismo: che altro sostantivo trovare quando si lavora per dieci ore al giorno senza poter bere o urinare o evacuare, se non di corsa o di nascosto e poi tornare a riposare in casolari diroccati senza luce e acqua, gestiti da italiani senza pietà che noleggiano il posto letto pur non vantando alcun titolo di proprietà su tali casolari? E se dessimo l’espulsione anche agli schiavisti? Troppo difficile.

I neri non votano, gli schifosi schiavisti sì. Molti di questi schiavi sono ghanesi. Abbiamo invaso il loro paese con il nostro pomodoro. In Ghana il pomodoro pugliese viene rivenduto a cifre irrisorie rispetto a quello che la massaia foggiana paga per un barattolo di pelati. Raccolti qui, a due passi da noi. Per tale ragione molti agricoltori ghanesi hanno abbandonato i loro campi e hanno affrontato il viaggio della disperazione verso l’Italia per venire in una città dove si rischia di essere accoltellati se chiedi con insistenza l’elemosina. Una città dove le uniche forme di accoglienza sono appannaggio del volontariato.

Perché la politica locale degli ultimi 20 anni non ha mai avuto la cifra per studiare strategie di integrazione culturale. Troppa paura di trovarsi a che fare con l’imbecille di turno che ragiona come Salvini. L’imbecille vota, il nero no. Venerdì 26 settembre 2014 un corteo di circa 50 tra uomini e donne provenienti dalle terre d’Africa ha sfilato educatamente per le vie di Foggia. Avevano cartelli che chiedevano il diritto ad una paga equa.

Avevano cartelli contro lo schifo del caporalato, che, sia chiaro, può esistere solo grazie a connivenze e aderenze in determinate stanze della Foggia bene. Cosa fare? Poco, se vogliamo pagare l’IMU nel girone dei pusillanimi. Molto, se vogliamo pronunciare la parola Giustizia senza tappare le narici. Scegliere è la più alta espressione di libertà, ma anche una evidente manifestazione di potere. Scelgo i pomodori che provengono dalle cooperative nate nelle campagne confiscate alla malavita. Scelgo il pomodoro a marchio Equapulia. Scelgo, ergo sum.

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