Saper fare e saper essere

dal BLOG “Il Cortile e il Pancotto”

Quando incontro gruppi di giovani chiedo sempre loro due cose: il nome di battesimo e il sogno. Delle due mi rimane impresso il sogno, o almeno quei sogni che si staccano rispetto a una normalità imperante e noiosa. E’ un periodo in cui mi confronto con molti di loro sulle scelte che in questo ciclo devono prendere: università, master, corsi, esperienze all’estero o in Patria.

E’ l’approccio che è sbagliato. Non sia cosa faccio, ma cosa sono e cosa sarò. Non sia cosa voglio, piuttosto cosa desidero imparare. Non cosa voglio ottenere, ma cosa desidero dare. E’ un approccio molto latino, poco anglosassone, ma direi anche poco romantico. Sogno un colloquio di lavoro non già sui titoli, bensì sulle motivazioni e sulle esperienze. Va bene la laurea, i master, lo stage, le pubblicazioni, i dottorati.

Va tutto bene, ma oltre al saper fare è importante il saper essere. Se potessi selezionare il management di una società cercherei il gene del gabbiano Jonathan Livingstone nei giovani, il sacro fuoco della follia, lo sguardo del visionario impavido. Chiederei ad un giovane se ha mai scavalcato un muro o un cancello. Se ha mai conteso la fidanzatina al capo del cortile accanto. Se si è mai arrampicato su un albero per recuperare un pallone. Se ha mai viaggiato senza soldi in tasca o comunque senza elargizioni di mami e papi.

Se ha mai lavorato per mantenersi o comunque per il superfluo. Se ha mai gustato il sapore della interdizione della mèta. Se ha mai regalato il proprio tempo ai meno fortunati. Se dinanzi ad un problema altrui se ne infischia o piuttosto empatizza, sostiene e si sporca le mani. Se ha raggiunto orizzonti dove il cellulare non ha campo. Se ha conosciuto il deserto, fuori e dentro di sé. Se si è fermato in luoghi per più settimane per conoscere costumi e culture. Se ha viaggiato da solo. Se ha scritto almeno una poesia ed una lettera d’amore, a mano, carta e inchiostro, e soprattutto se ha avuto il coraggio di inviare l’una e l’altra. Credete sia fuori dalla logica tutto ciò?

Laszlo Bock, direttore del personale di Google, ha spiegato le caratteristiche che cerca nei futuri assunti: “Capacità cognitiva, cosa ben diversa dal quoziente di intelligenza. Bensì attitudine a risolvere senza ansia i problemi. Poi capacità di leadership, che vuol dire farsi avanti e condurre, come pure capire quando è necessario tirarsi indietro e lasciar condurre ad altri”. Noi pugliesi, i cui antenati hanno spietrato la terra per renderla fertile, sapremo fare e sapremo essere ovunque, a patto che recuperiamo le radici. Ed ora partite pure ragazzi cari. E ogni tanto scriveteci una lettera, a mano, carta e inchiostro.

Lettera ad Antonio, martire ed eroe della Restanza

dal BLOG ‘Il Cortile e il Pancotto’

Antonio caro, sono uscito dal cortile per la prima volta da quando vi sono tornato. Scavalco e vengo a cercarti. Voglio conoscere la tua vita, voglio raccontarla e, sebbene con tutti i miei limiti, vorrei prenderla a esempio. Mi piacerebbe arrivare da te come il Barone Rampante, passando di albero in albero, ma per lunghi tratti durante il tragitto la distanza tra un albero e l’altro è tanta, anche se mi dicono che tanto tempo fa dal mio cortile alla tua terra si poteva giungere passando di albero in albero.

Non ho tempo per approfondire le ragioni. Scendo a terra e inizio a correre. Sento urla di dolore, dalla terra, dal cielo, dal mare. Si parla di un ragazzo che è restato, si parla di un eroe, di un martire della restanza. Sei rimasto, tu hai avuto la follia per restare. Tu non hai aspettato un concorso, né il favore del potente, né ti sei cullato davanti al bar del dolce far niente. Hanno ragione, sei un eroe, ora anche un martire.

Ecco sono arrivato, ti ho trovato. Intorno un gran vociare sulle cause, le colpe, i colpevoli. Non ho titolo per partecipare alla discussione, io che, sull’amato Gargano, ho mangiato, ballato e brindato nei monumenti dell’abusivismo e nei mausolei dei facili condoni. Devo fare silenzio. Sono qui solo per arricchirmi del tuo sacro esempio. Solo tu avresti diritto di parlare ora, tacciano tutti i sepolcri imbiancati. Nelle scuole del Sud, di ogni Sud, dovrebbero insegnare come materia la Restanza. E sui libri di questa materia più di un capitolo ti sarebbe dedicato.

Chi ci dice che la nostra terra è povera, mente: mentre ce lo dicono in realtà ce la usurpano. Chi ci dice che la nostra terra non può produrre ricchezza ha lo stesso gene di chi ci ha uniti 150 anni fa e da allora ha fatto in modo che molti dei nostri padri andassero a cercare miglior sorte altrove, spesso all’estero. Da oggi in poi abbiamo un motivo in più per restare e difendere la nostra terra dauna: il tuo sacro esempio.

Nel rinacciare tutti i pezzi della tua vita che solo ora emergono, vedo una tela preziosa, rara. E’ l’attaccamento virale al creato che ti circondava. Un ultimo pensiero ti affido, mio fratello di radici, per il telaio che ha tessuto questa tela preziosa: i tuoi genitori, che hanno saputo instillare in te la genuinità, senza la quale non è possibile amare così follemente tutto quanto di bello ogni giorno vive sotto il cielo.

Intervista a Massimiliano Arena, candidato consigliere del PD con Marasco

Foto di Massimiliano Arena, candidato al Consiglio comunale di Foggia 1 10277880_668720146531183_5841586598152135636_n-3

Tra i circa ottocento candidati consiglieri che il 25 maggio si giocheranno l’accesso a Palazzo di Città, tra le fila del Partito Democratico, con Augusto Marasco, c’è Massimiliano Arena, 42enne avvocato foggiano e direttore del portale Dirittominorile.it.

Autore di una ricca, interessante e piacevole campagna elettorale, Arena (per gli amici Massi) è il candidato che parla con il cuore, che ha messo a frutto l’esperienza maturata in giro per il mondo, dove nei paesi più poveri è riuscito a creare lavoro laddove tutte le statistiche sconsigliavano persino di provarci.

L’avvocato dal ‘naso rosso’ – che per convincere gli elettori a votare un candidato semplice ha messo in campo originalità, passione, onestà, follia, qualità e coraggio – è anche responsabile dello sportello avvocati di strada del capoluogo e fondatore del pub equo e solidale ‘Cyrano e Peter Pan’.

Dopo aver strappato alla povertà 40 giovani falegnami boliviani fatturando 300mila euro, il modello Arena è pronto a sbarcare nelle aule del Comune di Foggia, motore che il candidato consigliere vuole riaccendere partendo dalla cultura e dalle fasce più deboli

Massimiliano Arena è il ragazzo che vuole sognare e far sognare i bambini, i giovani, le famiglie e gli anziani, soprattutto quando sostiene che “un consigliere comunale per loro deve essere un incendiario, non un pompiere, un orecchio gigante, non un silenziatore”. Arena avvocato e poi….

Massimiliano Arena avvocato e poi?

Volontario, amante della poesia, dei libri, della radio, della fotografia e dei viaggi d’avventura.

Molto carina la sua campagna elettorale. Ci racconti un po’.

Ho organizzato tre incontri su nuove iniziative di impresa, su marketing territoriale e su politiche di inclusione sociale delle nuove povertà. Avevo voglia di seminare nuove idee, idee belle, riaccendere la voglia di identità e orgoglio territoriale dei foggiani. I tre incontri li ho voluti simbolicamente tenere in un pub equo solidale aperto con un finanziamento del Ministero Politiche Giovanili nel 2009.

Tasse zero a chi denuncia il pizzo, può bastare?

E’ un inizio, non il traguardo. Un segnale, nessuno ha avanzato proposte concrete sulla legalità, solo noi giovani candidati del PD. E inoltre ho chiesto che nel progetto venisse inserito che il Comune affiancasse i commercianti onesti dinanzi agli istituti di credito.

“Scegli la storia della persona, non facili promesse”. La sua storia la conosciamo, ma le sue promesse quali sono?

No, ripeto, non faccio promesse. Voglio condividere la mia storia, quella di un testardo che quando si mette una cosa in testa fa di tutto per realizzarla. La mia unica promessa è la mia competenza nei campi in cui mi sono misurato sinora: volontariato, politiche sociali, politiche giovanili educative e culturali, imprenditoria giovanile.

Punta e molto sui giovani. Cosa possono dare secondo lei a questa città e cosa può fare un consigliere comunale per loro?

I giovani sono il carburante di una civiltà. Una città senza giovani è destinata a morire. I giovani possono dare molto a questa città, ma non tutti, solo quelli che non smettono di sognare e difendere coltello tra i denti il loro sogno, quelli che non aspettano il lavoro promesso dal politico, quelli che amano viaggiare per conoscere nuove culture, specie nei paesi più poveri, quelli che leggono libri e vanno in bicicletta, quelli che scrivono ancora una lettera con carta e penna o una poesia alla amata. Un consigliere comunale per loro deve essere un incendiario, non un pompiere, un orecchio gigante, non un silenziatore. Li dobbiamo ascoltare e aiutare a credere in loro.

Però immagina una città a misura di bambino.

Una città a misura di bambino è una città più bella per bambini, giovani, disabili, anziani, famiglie, sportivi, artisti. Avrebbe più asili, ludoteche, teatri, librerie, biblioteche, piste ciclabili, campi sportivi pubblici, parchi, aiuole, decoro urbano e rispetto delle regole

Ha scelto ‘Sogna ragazzo’ quale sigla della sua campagna elettorale. Perché?

La sentivo suonare con le chitarre e cantare a squarciagola durante le serate dei campi lavoro dell’Operazione Mato Grosso in giro per l’Italia, mi faceva piangere e volare, gonfiavo il petto e mi sentivo impavido tanto da credere che ogni sogno pulito e leale fosse possibile. Quando avrò dei figli non vedo l’ora di cantarla come ninna nanna.

Foggia può e deve sognare in grande?

Certo, non abbiamo alternative. Ma se votiamo sempre le stesse facce di bronzo che da 20\30 anni fanno solo gli affari loro non ci sarà molto da sognare.

Lei ha lanciato 5 petizioni. Ci sintetizzi pure.

Stop alle sale scommesse. Benefit fiscali alle famiglie che avviano i figli alla pratica sportiva o artistica. Aula per ascolto dei bambini in ogni tribunale. Clownterapia obbligatoria in ogni reparto di pediatria, ogni santo giorno. Counselling e mediazione scolastica obbligatoria in tutte le scuole pubbliche e private.

E ha viaggiato tanto. Cosa di queste esperienze porta con sé per Foggia?

Che con la qualità, la passione, il coraggio e la dedizione si può fare impresa ovunque, se è vero che nei miei sette mesi in Bolivia ho fatturato 300mila dollari con 40 giovani falegnami boliviani strappati alla povertà.

E’ vero che è uno che sogna in grande, con il cuore e per il bene di tutti?

Se dicessi di sì sarei presuntuoso. Chiunque può leggere il mio curriculum sul web e giudicare la migliore risposta a questa domanda.

Cosa ti sta a cuore di questa città?

La cultura e le fasce deboli. Da qui si riparte.

Arena ce la farà ad essere eletto in Consiglio comunale e a portare il cuore oltre l’ostacolo?

Voglio augurarmi di essere eletto e se ciò avverrà non ci sarà ostacolo che il mio cuore non sia allenato ad affrontare.

 

Caro giovane sognatore di Foggia……

Caro giovane e sognatore di Foggia,

mi stai a cuore, mi stanno a cuore i sogni che stai inseguendo. Desidero incontrarti per farti capire che la strada giusta è quella di non mollare mai, di credere sempre nei tuoi sogni. E se per strada dovessi incontrare qualche adulto che ti dice che i giovani e i sognatori non vanno mai da nessuna parte, fagli due pernacchie in faccia, una da parte tua, una da parte mia. La storia la fanno gli uomini e le donne che in maniera folle e grintosa affermano il diritto di vedere realizzati i propri sogni. Sii folle, sii affamato, sii ambizioso, ma sempre nel rispetto delle regole del gioco. Non arrenderti mai e afferma con il tuo voto il diritto ad una politica che ti metta nelle condizioni di avere le stesse opportunità di qualunque altro giovane. I tuoi sogni li devi difendere a denti stretti, come una leonessa difende i propri cuccioli dalle iene. In questo hai in me un alleato. Mi piacerebbe che tu possa viaggiare in giro per il mondo, che tu sia messo nelle condizioni di conoscere i paesi più poveri e capire quanto in realtà sei stato fortunato e quanto sei utile con le tue capacità. Voglio che la politica ti metta nelle condizioni di fare tutto ciò. I tuoi coetanei nord europei si concedono sei mesi sabbatici alla fine di ogni ciclo di studi, conoscendo culture e tradizioni che li arricchiscono e aprono la loro mente. In molte multinazionali, i cacciatori di cervelli chiedono di inserire nei curricula anche i viaggi fatti e le esperienze di volontariato nei paesi del terzo mondo. Voglio che la politica locale ti dia la possibilità di viaggiare, di fare esperienza in Africa, Asia e America Latina, al fianco delle popolazioni più povere. Voglio che la politica locale ti appoggi e ti sostenga in tutte le tue iniziative, imprenditoriali, sportive e culturali. Voglio che la politica locale ti conceda l’ opportunità di andare ad imparare arti e mestieri all’estero per poi tornare qui ed elevare la qualità della vita della città di Foggia.

Basta piangere. Basta alibi, è ora di prendere il tuo futuro in mano. L’industriale più forte in Italia, fondatore della Luxottica, Leonardo Del Vecchio, è cresciuto in orfanotrofio. Michele Ferrero, che gli contende il primato, è figlio di un pasticciere. Gente che dà lavoro a migliaia di famiglie.

Riapre la Biblioteca di Sarajevo, una coincidenza straordinaria con le mie parole nell’ultimo falsh mob

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Non ci posso credere….nella mia campagna NON MI SERVE GOOGLE, IO VADO IN BIBLIOTECA (segui il flash mob su Youtube), facevo proprio riferimento all’incendio della Biblioteca di Sarajevo nel 1992.
Di oggi la notizia della sua riapertura.
Di oggi anche la sensazione netta che la situazione della Biblioteca La Magna Capitana si sblocchi presto e positivamente.
Mi sembra una coincidenza magica, dolce, romantica.

Premio Nenni a Iaia Calvio

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Iaia ha vinto il Premio Fondazione Nenni. Iaia è del Sud. Iaia è donna. Iaia è nel Partito Democratico.

Era un sabato pomeriggio piovoso quando Iaia Calvio venne a battezzare la mia candidatura.
La sua energia vitale, il suo coraggio di altri tempi, il futuro che traspare dalle sue parole contagiarono tutti gli amici presenti. La presentai invitando tutti a indicarla come meritevole di ricevere il Premio Fondazione Nenni, premio che viene assegnato a chi fra politici, giornalisti, attivisti, si è contraddistinto per alte qualità morali, umane e politiche, per la difesa dei diritti dei più deboli, per l’uguaglianza, per il benessere della collettività, per la lotta alle mafie e alla corruzione, per la salvaguardia dell’ambiente.

Brava Iaia, testimone di libertà e legalità della nostra terra bellissima.
Grazie Iaia, per quel tuo comizio dello scorso gennaio che per vale quanto un 25 aprile della politica bella.

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Stamane appuntamento in villa, come promesso, e le promesse vanno mantenute.
Abbiamo spiegato di persona ai commercianti di Foggia la nostra proposta per la legalità al loro fianco:
FINO A 5 ANNI DI ESENZIONE FISCALE COMUNALE PER CHI DENUNCIA IL PIZZO E INTESE TRA COMUNE E GLI ISTITUTI DI CREDITO LOCALI PER AFFIANCARE IL RILANCIO DELLE ATTIVITÀ ONESTE
Non si tratta di una promessa elettorale, ma di un contratto già firmato con i commercianti dal nostro candidatoAugusto Marasco Sindaco
Siamo una squadra e abbiamo sperimentato questo spirito vincente, uniti dall’amore della legalità.
Molti commercianti già sapevano e già avevano apprezzato, grazie agli organi di informazione. SEMBRAVA CI ASPETTASSERO.
Un professionista di “scatti di bellezza” ha apprezzato la BELLEZZA di questa iniziativa.
Un barista ci ha accolti a braccia aperte raccontandoci con emozione e pathos la sua storia di denuncia contro gli estorsori nel 1981 e adesso si sente meno solo vedendo giovani candidati che portano avanti questa proposta.
Una Foggia diversa, bella, onesta è possibile, esiste già e sarà ancora più forte con Lia AzzaroneAnnalisa CancellaroClaudia Colangione, Angela Maria Fiore Alessandra Granata,Patrizia Lusi, Massimiliano Arena Massi Arena 2014, Alfonso De Pellegrino, Gianluca Ruotolo, Mario Salcuni